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martedì 1 dicembre 2020

Tutti in discussione!


 Questa Fiorentina è in palese difficoltà. Tutti sono chiamati a metterci la faccia e prendersi le proprie responsabilità. Da Commisso che ci mette passione e soldi, ma che forse non si fida troppo dei suoi uomini e a volte appare come un uomo solo al comando; a Barone e Pradè che hanno costruito questa squadra, ma che avevano in mente un'altra guida tecnica già dall'estate. Infine i giocatori, che sono i più responsabili coloro che vanno in campo.

Se Barone è uomo di fiducia e di famiglia di Commisso, nuvole minacciose si avvicinano sul futuro di Pradè. Il dirigente romano ha il contratto in scadenza a giugno e sicuramente la sua posizione sarà valutata molto attentamente. Commisso ha sempre dichiarato che lui offre grande fiducia ai suoi dipendenti, ma le squadre allestite in questi venti mesi e i denari spesi per allestirle, qualche pensiero stanno insinuando nella mente del tycoon americano.

Una squadra che ha il settimo monte ingaggi, con operazioni molto onerose che non stanno dando i frutti sperati: Lirola, Duncan, Pulgar tra gli altri; stipendi che hanno fatto balzare il tetto alla voce ingaggi come quelli di Ribery, Callejon e Bonaventura che dovevano apportare carisma e tecnica al momento sono buchi neri nella gestione tecnica.

Il prossimo mercato probabilmente sarà quello delle decisioni definitive, sarà da fare ordine per non trovarsi a fare analisi insperate e catastrofiche.

La stagione è iniziata male e deve trovare una svolta rapida, tutti sono chiamati a dare risposte immediate.

domenica 22 novembre 2020

Una Fiorentina da depressione

 


Una Fiorentina da depressione quella uscita sconfitta in casa dal Benevento. Una squadra senza cuore, senza gambe, senza idee
. Una Fiorentina che subìto il gol degli avversari, e parliamo di una squadra che arrivava da cinque sconfitte consecutive, non ha saputo reagire, rendersi pericolosa. Anzi, ha rischiato più volte di subire il raddoppio dei sanniti.

Prandelli, come i tifosi viola, è giustamente preoccupato: manca la voglia di lottare insieme. Lo spogliatoio pare essere diviso, i giocatori vengono meno al mutuo soccorso, ognuno gioca per sè e lo fa anche male. In questa squadra manca la fame, è questo il primo comandamento da inculcalcare nella testa dei giocatori gigliati.

Non ha usato mezzi termini nel dopo-gara neanche il direttore sportivo Pradè che ha costruito questa squadra: "In questo momento siamo distruttti, sia psicologicamente che emotivamente. Una prestazione che non ci sta e che ha fatto venire fuori tutte le nostre problematiche. Alla prima difficoltà siamo andati in depressione. Il Benevento è stato bravo a chiudere ogni tipo di spazio, dispiace per i nostri tifosi e per il presidente. Ora bisogna lavorare, tirarci fuori da una situazione che non ci appartiene. Questo è un momento difficile per tutti, dobbiamo stare vicini alla squadra in modo tale da superare questo periodo nel più breve tempo possibile. Ognuno di noi deve tirare fuori qualcosa, come il senso di appartenenza e dare il 1000x1000. L'allenatore ha lavora duramente in questi 15 giorni, io credo molto nel lavoro di Cesare e sicuramente porterà benefici. Ma ora dipende solo da noi, non ci sono scuse, dobbiamo rimboccarci le maniche e dimostrare che non siamo quelli di oggi".

"Italiano, così non va!": l'opinione di Grassia

Filippo Grassia decano del giornalismo sportivo italiano e curatore della popolare rubrica di Rai Radio 1 “La moviola? Guardiamola alla radi...